Hai un momento, Dio?

Non t’offendere se preferisco chiamarti Capo. A me i vari Dio, Allah, Geova,..stanno stretti (e lo sai). So che hai un sacco di beghe da risolvere e un sacco di errori da riparare, ma questa é la seconda volta in 3 anni circa che mi rivolgo a te per lo stesso motivo. Ne deduco che le monete nelle fontane e le stelle cadenti mirate, non hanno funzionato.

A me non interessa se alcuni dicono che probabilmente li volevi con te e quindi li hai chiamati a te. Noi li volevamo qui e pure loro sarebbero volentieri restati. Farti i fatti tuoi ogni tanto, no? Ti sfuggono così tanti errori di percorso e mostri che se ti distrai ogni tanto da chi amiamo, noi non ci offendiamo. Sì sono incazzata e se qualche lettore ultra cattolico é infastidito dal mio tono, che cambi blog. Che a me oggi di Cristiano viene solo in mente Ronaldo.

Non farò nomi, perché un elenco non é quello che voglio pubblicare.

Anche l’ultima volta che ti ho parlato di morte, c’entrava una moto. Non conoscevo direttamente la persona, ma ho visto sgretolarsi in diretta una persona molto importante per me, ero lì quando ha ricevuto la notizia, quando le sue lacrime si lanciavano sul pavimento dell’ufficio senza rincorsa dal suo volto appoggiato alla scrivania. C’ero quando sfogliava le loro foto insieme su Facebook. Foto di una vita. Di due vite. Ti chiesi di dare a me parte di quella sofferenza, di alleggerirgli il cuore..ma dopo anni, so che vive ancora con rimorsi sul non aver espresso sentimenti così veri eppure a volte così complicati da dire, quando sei un muro. Anche se di gomma.

Dovevi proprio, Capo? Quel giorno anziché prenderti il suo migliore amico, non avevi una nuova specie animale da inventare o qualche costellazione da far bruciare?

Stamattina mi sono svegliata e da un gruppo WhatsApp ho appreso la notizia che un’altra moto da lì a qualche ora avrebbe sgretolato altre persone. Tu che sei ovunque e senza tempo sai quanto siano odiosi i gruppi WhatsApp e sai anche quanto si possa essere nervosi la domenica mattina aspettando il sole e trovandosi il muschio tra le unghie dall’umidità che filtra dai muri. Stavolta lui lo conoscevo direttamente, non da definirlo Amico (io ho un concetto di amicizia molto difficile), ma era semplicemente una delle persone migliori che io abbia mai conosciuto.

Venerdì quando stavo per uscire dall’ufficio intorno alle 17.00 mi ha fermato:

“Sara Sara, dovevo chiamare il fornitore, cavoli!” “Di venerdì è aperto solo al mattino”

“Dai, lo chiamo lunedì, tanto c’è tempo”.

Capo, me lo spieghi tu perché di tempo non ne avrebbe avuto più? Perché io parlo parecchio, ma stavolta non trovo una risposta.

Non starò qui a dirti che dov’è ora sarà felice, che sono i migliori che se ne vanno, che tutto questo é ingiusto, che era troppo giovane, che se é andata così era per un tuo disegno divino. Eh no Capo. Non ti chiami mica Michelangelo o Giotto e se questo é il tuo modo di disegnare, lascia stare. Datti all’ippica, Capo. Pollice verde, bricolage, animaletti col fimo.

Mi ha portato la luce, sai? Non essere invidioso, non sto parlando della tua, di quella che vedi in fondo al tunnel. Mi ha portato la luce in reception: erano mesi che avevo chiesto un cambio di lampadine e un mattino dal nulla me le ha cambiate tutte. E non sono mica poche. Per poi dire ad un nostro collega “visto che la Sara con la luce é quasi gnocca?”

L’ho perdonato per il “quasi”, a fatica, ma l’ho perdonato.

E lampadine a basso consumo a parte, lui la luce migliore la portava quando sorrideva e ti faceva ridere dal suo metro e gigante, quando cantava la pasta col tonno col supervisore figo (scrivo figo perché permaloso pare brutto)

C’ho un po’ di traffico nell’anima
non ho capito che or’e’
c’ho il frigo vuoto
ma voglio parlare
perciò paghi te
Che tu sia un angelo od un diavolo
ho tre domande per te:
chi prende l’Inter, dove mi porti
e poi di’, soprattutto, perchè?
Perchè ci dovrà essere un motivo, no?

Era un buono, Capo. E tu sei stato egoista.

E se non te l’avesse già detto qualcun altro, beh, anche stavolta hai toppato.

Non puoi pretendere sia chiaro il tuo disegno, con tutte le lacrime che ci dai. Quaggiù vediamo tutto offuscato se piangiamo.

Questa non è cosa buona e giusta, Capo.

Nè buona, nè tantomeno giusta.

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