Cappuccetto addosso

“I primi tempi sono i peggiori per il sonno, poi migliora”.

Certo. Prima sei una specie di relitto di Walking Dead in giro per la casa con andatura “a pinguino uscendo da messa” con in braccio un essere urlante, poi verso i suoi due anni diventi una sorta di scoglio e l’essere urlante si trasforma in cozza. Peggio dell’aderenza di un vetro iphone che una volta che per sbaglio ti scappa una bolla d’aria sotto, ciao. Non lo togli più. Tanto sai già come andrà a finire, non a caso hai il numero della tua osteopata sul tasto 2 dei numeri rapidi.

La Bonomelli potrebbe farci una linea – anzichè Sogni D’Oro.. Sogna D’ora In Poi.

Che se le più ingenue pensano sia solo un problema di mantenere intatta la sfera intima col partner, si illudono. E non ditemi “l’importante è fare squadra col partner”, perchè mi viene su il cotechino. L’importante, se non dormo, è che ti levi dalla visuale chiunque tu sia. Ad eccezione di Giorgio Mastrota, se mi sorride con un materasso omaggio. Se è di turno con le pentole, può andare affanculo anche lui.

Finchè il miniumano è ciucciante lo puoi saturare di tetta sperando che la camomilla che hai bevuto tu faccia effetto su di lui o puoi stordirlo in marsupio con un’alitata pizza tonno&cipolle (dopo aver consumato km di piastrelle sala-bagno-bagno-sala).

Poi cresce e quando a 2,5 anni ti chiedono “ma dice papà e mamma?” no. Dice *pedissequamente*.

E vuole che le racconti la storia di CappuccettoRossochehailcellularetondi.

Maledetta pubblicità della Brondi.

C’era una volta un bosco, ahppperò che incipit pomposo, stai zitta, comincian tutte così le storie, e una piccola bambina la cui madre aveva la passione di Valentino e quindi solo con mantelle rosse di nome Cappuccetto Rosso è l’unica spiegazione, visto che la maggior parte delle mamme veste le figlie di tuttele gradazioni di rosa esistenti – dal rosa culo di scimpanzè al viola di livido spigolo tavolo contro chiappa. Un giorno la mamma di Cappuccetto preparò una torta di mele dolce alla portata di tutti, poco sbattito perchè pure lei ha sempre da fare e chiese alla piccola di portarla alla nonna. “Però mi raccomando, non fermarti nel bosco che si fanno brutti incontri e vai diretta dalla nonna!” Ah Mà, sei tu che mi ci mandi eh, e poi di incontri brutti se ne fanno pure a scuola, lascia stare. Cappuccetto parte con cestino e sorrisoni e ovviamente si perde via a cattar su margherite, a parlare con i pettirossi, ad abbracciare gli alberi insomma cominciano a palesarsi i primi segnali ereditari di hsp e vip quando tutt’un tratto un rumore di foglie se siamo nel bosco dubito ci sia rumore di onde attira la sua attenzione. “Buongiorno Sig. Lupo” cappuccetto, puoi dar confidenza ad un tulipano, al lupo all’ora di pranzo meglio di no “Io sto andando da sola dalla nonna che è anziana e vive tutta sola, in via delle rocce 4 e lascia sempre la porta aperta perchè mamma non si fida a darmi le chiavi. L’ho già detto che vive da sola?” “Uh povera nonna, vai allora Cappuccetto, non voglio disturbarti oltre” Il lupo corre in via delle rocce, entra in camera della nonna che ci sente poco e ci vede ancora meno, infatti non bada alla peluria sul volto di Cappuccetto perchè crede sia entrata nella pubertà e in fondo nipote baffuta sempre piaciuta, solo sulla bocca si sofferma un pelino di più, chiedendosi se con la busta di Natale Cappuccetto non si sia fatta un ritocchino a canotto.. “Ma che bocca grande che hai” “Per mangiarti meglio” E Gnam! Ciao Nonna Ciao In un solo boccone, alla Pac-Man. Cappuccetto dopo aver finito di abbracciare tutti gli alberi del bosco e aver dribblato tutte le merde delle pecore in transumanza, arriva a casa della nonna. Trova aperto, si avvia verso la camera e capisce subito che qualcosa non va, perchè la nonna indossa gli occhiali al loro posto. E non sulla testa chiedendosi “ma dove sono i miei occhiali”? Non perchè una coda sbuca dal lenzuolo. Quando la nonnalupo saluta Cappuccetto con un sorrisone, la piccina si accorge che quella non è la nonna! La nonna ha sempre la dentiera nel bicchiere sul comodino, cosa ci fanno tutti quei denti lì?? Ma é il LUPO! -qui ammetto di avere un vuoto sul come arrivi il cacciatore, quindi di solito vado di improvvisazione: proseguo con la versione più gettonata e più apprezzata dalla duenne- Cappuccetto Rosso grida come sua mamma quando vede il papà che abbandona la biancheria sporca ACCANTO alla cesta dei panni. Un finto fungiatt (in realtà elettricista) ripiegato a cacciatore di quadrifogli nei mesi invernali sente l’urlo e si precipita in casa della nonna. Tanto è sempre tutto aperto. Il lupo ha mangiato la nonna! Il fungiatt sa cosa fare. Si posiziona dietro il lupo, lo abbraccia e dopo un paio di compressioni addominali con la manovra di Heimlich..TA DANNNN esce la nonna tutta giallognola di succhi gastrici. Il lupo terrorizzato che il fungiatt lo voglia addomesticare per poi vivere col suo gatto Bacco, fugge via. La nonna si fa una doccia e mentre il fungiatt (in realtà elettricista) monta un videocitofono così la vecchia evita di farsi digerire da altri lupi in futuro, Cappuccetto apparecchia per mangiare la torta. Non era venuta benissimo alla mamma eh, ma quella c’era e visto che era fatta con tanto amore, tutti la assaggiarono e sorrisero. Poi chiamarono una pizzeria a domicilio. E vissero tutti felici e contenti.

Mamma, ma il cellulare tondi? Dove l’ha messo Cappuccetto?

L’ha venduto alla Signora FAggio, in cambio di due funghi allucinogeni.

Cos’è alluciogeni mamma?

Che fanno luce Mia, per il videocitofono della nonna.

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