I numeri non mi piacciono, ma se proprio devo fare uno sforzo, sono oltre 20 anni che sei la mia bibliotecaria. Sì, perché anche se ho cambiato paese di residenza, fino alla tua pensione io venivo a Mornago, eri tu l’anima della biblioteca. Il tuo metro è qualcosa cozzava con l’immensa energia e giganteschi sorrisi che avevi per tutti (quasi). Non so bene se parlarti al presente o al passato, ma so che non ti offendi se faccio un mix. La prima immagine di te è sulla bicicletta, con sciarpone immense e scarpe che oggi definirebbero vintage. Eri una persona giusta, una di quelle anime che sanno da quale parte stare. Anche le api nel loro piccolo si incazzano e quando hanno tolto l’altalena per i piccoli dal parco della biblioteca non ho potuto non aiutarti. Post su Facebook rimossi, mail protocollate, messaggi anche al vice sindaco e alla fine l’altalena è tornata. “Come fanno le mamme coi bimbi piccoli scusa, ma ti sembra giusto?” No, non era giusto, ma tu hai trasformato quell’ingiustizia in risate di bambini.
Poi un giorno ti trovo impegnata a piantare qualcosa in una fioriera abbandonata vicino a quella che una volta era una cabina telefonica di fronte al tabaccaio storico del paese. “Ma che senso ha mettere una fioriera e poi lasciarla abbandonata senza fiori, ti sembra giusto?“ No, non era giusto, ma tu hai trasformato quell’ingiustizia in bellezza.
Ho aiutato Stefano e Alberto con ripetizioni di inglese (Giorgio non ne aveva bisogno) e bofonchiavi sempre col sorriso su quanto uscissero anziché aprire i libri ed io sorvegliata a vista dal tuo pastore tedesco sorridevo dentro, perché erano solo “ragazzi”. Dal cuore immenso come il tuo. io sono convinta che chi vive col cuore vive in eterno.
Sono appena stata al tuo funerale.
Gli uccellini ti hanno salutato con il loro canto privo di occasioni giuste per cantare, ogni occasione lo è per loro, come per te ogni volta che mi vedevi arrivare in biblioteca mi chiedevi “sempre in Svizzera? Vedrai che prima o poi ti avvicini”
Ci siamo sentite l’ultima volta ad agosto, mi chiedevi di mandarti il link del documentario sui coloni che avevo messo sullo stato whatsapp. A luglio avevi commentato una foto mia con le bimbe “che bella foto”.
Che bella la tua anima, Tiziana.
Con le ragazze ho un rituale, per salutare qualcuno piantiamo una pianta perenne in giardino, lo abbiamo fatto anche col nonno Luciano (ok, per lui ne abbiamo piantate 3perchè non riuscivamo a deciderci).
Qual è il tuo fiore/pianta preferita? Se non ti offendi scelgo io e una volta piantata ti cantiamo una canzone così il vento te la porterà, ovunque la tua anima avrà scelto di andare.
Coi saluti non son brava e quindi ti lascio una domanda: “ma ti sembra giusto salutare qualcuno che in realtà sarà sempre dentro di te?”
