Io sono Giulio, Veronica, un essere umano

Io so perchè non tratto argomenti cosiddetti “seri”. Perchè poi non riesco a non incazzarmi come un’ape e a non provare schifo per il genere umano. Che già spesso la definizione “umano” mi sembra inappropriata.

Viviamo in un’epoca dove ci si indigna per tutto: per la sofferenza della gallina nell’espulsione dell’uovo, perchè i negozi sono chiusi il 25 dicembre, perchè le stagioni non sono più quelle di una volta e perchè si stava meglio quando si stava peggio.

Bene, una volta appurato che il più delle volte a lamentarsi sono persone che non fanno nulla per cambiare le cose, inspiro profondamente e cerco di esporre la mia personalissima opinione su un fatto accaduto pochi giorni fa:

Compagni in gita – ragazzo autistico lasciato in classe

Tutti indignati, ne sono convinta. Per i più, giusto il tempo di passare alla prossima notizia. Tipo la Belen che torna con Stefano o la regolarità intestinale della Ventura. Perchè si sa, si segue un po’ l’onda.

Mamme che “oh poverino” “che sfortuna” a valanghe e poi se per strada incontrano un bimbo con gli occhi un po’ più stretti o con la camminata un po’ più ciondolante, stringono bene per mano i loro di bambini avvicinandoli a sè. Quasi a volerli proteggere. Quando forse sarebbe meglio stessero quanto più distanti possibile da tale ignoranza. Che difendersi dall’ignoranza è un conto e uno può provarci, ma avercela in casa che ti cucina la pastasciutta è un altro paio di maniche.

Ho chiesto ad una mia amica cos’è per lei l’autismo, non solo perchè lo conosce dal vivo e lavora anche nell’ambito sanitario, bensì perchè sapevo non avrebbe dato una risposta qualunque e sarebbe stata onesta e limpida come l’ho sempre ammirata:

Per me è una prigione dove Veronica è costretta a vivere, che le impedisce di essere una bambina come le altre, di giocare, parlare, esprimersi ma soprattutto farsi capire. È una lingua sconosciuta difficile da codificare. Io stessa che sono la mamma faccio fatica a capirla e la cosa più tremenda per una madre è non riuscire a comprendere che cosa fa soffrire in un determinato momento la sua bambina. Per me è una bestia nera perché è ciò che mi impedisce di abbracciare a lungo Veronica, di farla ridere, di chiacchierare con lei, di comprarle qualcosa che le piace… Ogni tanto mi chiedo se lei sa che sono la sua mamma o se sente quanto le voglio bene, ogni tanto le chiedo un segno, anche solo uno in tutta la vita, per capire, per sapere che qualche piccola consapevolezza c’è… Ma niente… Riguardo a Giulio mi chiedo… Lui si sarà accorto che i compagni erano in gita… Non credo… Veronica non si accorge neppure che ha dei compagni… Ma e’stato lo stesso un gesto bruttissimo perché comunque per lui la gita poteva essere un’esperienza positiva..
Non credo nell’inclusione scolastica, a volte penso che sia più un modo per mettere il cuore in pace a noi genitori. In Italia per come sono fatte le scuole la cosa non funzionagli insegnanti, il sistema e i ragazzi di oggi che sono terrificanti. A volte ringrazio che Veronica sia nel suo mondo. Dover sostenere anche il dolore di una figlia che si sente emarginata per me sarebbe devastante.
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Quando dice che Veronica non si accorge neppure che ha dei compagni, non sta giustificando il fatto che “quindi tanto vale non dire di una gita”. Giusto per puntualizzare.

Quelli che molti definiscono “non normali”, “ritardati”, “mongoloidi”, sono comunque bambini. E che i vostri siano “sani” non è un miracolo, ma un caso.

Perchè anche da sani hanno molte possibilità di diventare pessime persone.

“Giulio non avrebbe capito, quindi non gli è stato spiegato”

Parlo quotidianamente con persone che so non capiranno un cazzo di ciò che sto per dire loro, ma lo faccio comunque. Per sfidare la genetica proprio. E non sono autistici. No no. Non gridano, non si lanciano per terra, non dondolano. Però bestemmiano, leccano culi e galleggiano.

Fatico a scrivere in questi passaggi perchè mi altero e quando mi altero tendo a dire cose che penso senza il filtro dell’educazione. Forse il Giulio di turno non si è accorto della cosa, ma gli insegnanti, la scuola e tutti coloro che sapevano e hanno fatto finta di nulla sapevano cosa stavano facendo. Se ne sono accorti, ma lo hanno fatto lo stesso. Stavano emarginando, isolando, ghettizzando.

Poi che vadano in chiesa a mettere l’euro nel piattino delle offerte, mi raccomando. Perchè bisogna essere buoni e altruisti, ma meglio farlo a distanza con meno sbattito piuttosto che inginocchiarsi e salutare davvero un bambino che magari non sembra perfetto, giusto?

“Tanto non capisce”.

Io sì però.

E se tuo figlio un giorno si comporterà da stronzo, può darsi che in parte sia anche colpa dei tuoi geni. Che nel tuo caso, forse, tanto geni non sono.

 

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