WIR – Dopo di Te

“Non so nemmeno se ci si riesce. [..] Impari a convivere con il dolore, impari a convivere con loro. Perché si, rimangono nel nostro cuore, anche se non respirano e non vivono più accanto a noi. Non è lo stesso dolore devastante che si prova all’inizio, il dolore che ti travolge e ti fa venire voglia di piangere nei posti sbagliati e di prendertela con tutti gli idioti che sono ancora vivi mentre la persona che amavi è morta. E’ qualcosa che impari a gestire

dopo-di-te

 

Avendo letto il primo, non potevo ignorare il seguito.

Non mi ha toccato come il primo volume e non ve lo dico con tristezza, bensì con consapevolezza. Perchè niente ti può toccare come ti ha toccato altro. Ogni tocco è a sè.

Quando chi ami muore, non sai elaborare; non smetti di parlarci. Non smetti di pensarci. Il tentare di continuare a vivere aprendoti al mondo ti sembra un tradimento nei confronti di chi se n’è andato. Anche se ti fa incazzare come un’ape il fatto che abbia scelto lui di dire bye bye. Perché spesso ami anche chi sceglie di eliminarsi da solo. Fisicamente o metaforicamente che sia.

Quando poi ti piomba in casa una figlia sedicenne di cui manco sapevi l’esistenza, beh, lì fai pure fatica a non mandarlo a fanculo. Pure da morto.

 

Consigliato:

  • a chi ha letto “Io prima di te”
  • a chi pensa non potrà più amare
  • a chi guarda in alto, ma con i piedi ben piantati a terra

Sconsigliato:

  • a chi non ha letto “Io prima di te”
  • a chi non piace lavorare nei bar
  • a chi ama la routine
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