Marie Polli: marciare come respirare

Io stimo profondamente ogni essere vivente che percorre (per sua propria volontà e non sotto ricatto) anche solo 3 km a piedi. Figuratevi cosa posso provare nei confronti di una timida brontolona bionda che nella sua carriera ne ha percorsi sui 50’000. E per rendervi un’idea, Lugano-Bangkok sono circa 11’400 km. Io che, alzarmi dal divano per prendere il telecomando sul tavolo, già mi sembra la scalata del K2.

Ammetto la mia ignoranza sui tecnicismi di marcia, corsa e tutti gli sport che implichino un movimento maggiore del pigiare i tasti della centrifuga per fare uno smoothie, ma un elogio a questa atleta era doveroso. Doveroso perché ho la fortuna di conoscerla, sia di persona, sia attraverso i racconti epici di colui che a 28 anni le fece scoprire il mondo degli aperitivi.

La marciatrice svizzera Marie Polli, per gli amici Polluska, Meg, Tès ha appeso gli addominali al chiodo salutando e ringraziando tutti circa un mese fa (http://www.pollisisters.ch/notizie-a-eventi/news/488-the-end.html) e tutti i media del settore hanno risposto a questo saluto con meravigliose parole nei suoi confronti e una valanga di complimenti. Io comune mortale che della marcia vedo solo in tv quello sfregamento di interno cosce e quella pancia piatta che nemmeno me l’affettassero come un Rovagnati potrei vantare, punto sul lato umano e quotidiano.

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Imbattibile nella preparazione dei secondi, la Polluska si destreggia abilmente ai fornelli, lasciando i primi al fidanzato (in quanto tali piatti non rientrano nella tradizione Polli) che preferisce deliziarla portandola ai concerti del suo cantante preferito Brian Adams, anziché sbattersi un attimo e cucinare per lei. (alla parola “sbattersi” il gene siculo si ribella ancora, nonostante i lunghi anni ormai passati lontano dall’isola natìa)

Ciò che fa ridere maggiormente questa blond girl é il Moscato, no, non Gianni Moscato suo vicino di casa, il Moscato portato dai greci. E chi non sarebbe felice in sua compagnia? Circondata dalle sorelle Luisa, Grazia e Laura, Marie si avvicina alla marcia grazie al papà Gabriele che già la praticava quando lei era piccinapiccina. Il mio papà invece giocava a bocce e sarà per quello che, nel mio caso, le palle girano molto velocemente. Questione di genetica, insomma.

Uno dei sui rimpianti sportivi è quello di non esser mai stata nominata capitano. Per quelli un po’ ottusangoli…non intendo capitano della squadra di bandiera dell’oratorio. Nemmeno capitano della squadra di palla prigioniera, no. I capitani sono i rappresentanti della propria nazione ad un’edizione olimpica (ad esempio Phelphs a Rio 2016 era uno dei capitani degli USA).

Marie, io potrei star qui a dirti che a me manco capitana di StregaComandaColor mi han mai nominata, ma so che non sarebbe un paragone degno.

“Vaffanculo” è la parolaccia che usa di più e in questo ci sentiamo tutti molto vicini e comprensivi, cara Polluska. Voi vi starete chiedendo “Chissà cosa fa un’atleta del genere prima di dormire?”… Spegne la luce. Perchè anche se ai vostri occhi sembrerà un aliena una che si sveglia alle 04.30 per andare a marciare prima di andare a lavorare, lei é umana. Sì, lo so che voi appena svegli é già buona se vi levate le caccole dagli occhi, ma è umana anche lei, vi giuro che l’ho vista ed è arrivata in auto, non con un’astronave.13495058_872362416230395_7726512049149766670_n

 

Da vera bionda, magra, con gli occhi azzurri e pure con una cultura, una delle cose che la
rende felice é camminare in centro in montagna. Sì miscredenti, in montagna. Nonostante sia bionda. E nonostante Zalando sia il suo negozio preferito.

Sulla sua vita amorosa non vi darò dettagli, per due motivi: uno perché di Jula ne basta una (lei mi capirà), due perchè non mi chiamo mica Priscilla Signorini. Sappiate solo che uno dei motivi per cui ama il suo moroso é che riesce a farla ridere sempre. Capito uomini? Ridere. Non “farla incazzare perché guarda le tette delle altre”. La fa ridere.

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I giorni più belli della sua vita sono tanti, ma difficile e non incupirsi pensando a quello più brutto: il giorno della morte di Duca.

 

Per chi crede un po’ negli angeli, sa che non sempre hanno le ali, ma a volte 4 zampe e un po’ di bava.

 

 

 

Questo pezzo è un mio personalissimo omaggio ad una ragazza, atleta, che ha praticato/pratica uno di quegli sport che ai più e pressoché sconosciuto e il motivo credo sia il molto sacrificio e dedizione in un mondo che va sempre più verso guadagni facili e sbattito al minimo. Le sue partecipazioni sono impressionanti e in tutto il globo:

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1 x Giochi Olimpici – Atene 2004
5 x Campionati del Mondo di atletica – Pechino 2015 – Mosca 2013 – Daegu 2011 – Berlino 2009 – Osaka 2007
1 x Campionati d’Europa di atletica – Zurigo 2014
1 x Giochi della Francofonia – Nizza 2013
1 x Campionati d’Europa di atletica U23 – Amsterdam 2001
9 x Campionati del mondo di marcia a squadre – Roma 2016 – Taicang 2014 – Saransk 2012 – Chihuahua 2010 – Cheboksary 2008 – La Coruna 2006 – Naumburg 2004 – Torino 2002 – Mezidon/Canon Deuville 1999
8 x Campionati d’Europa di marcia a squadre – Dudince 2013 – Olhao 2011 – Metz 2009 – Leamington 2007 – Miskolc 2005 – Cheboksary 2003 – Dudince 2001 – Eisenhüttenstadt 2000

 

Qui sotto trovate direttamente le sue parole, le sue risposte ad alcune mie domande. Per una volta sganciatevi dal solito calcio. Magari non vi si aprirà un mondo, ma di sicuro farà entrare un po’ di luce. E io nelle persone voglio causare fratture, spiragli da dove possa entrare luce.

Giochi Olimpici Atene 2004: ci sveli una curiosità sul villaggio olimpico? Grandissimo, ma come un vero piccolo villaggio, con lavanderia, negozietti, bus navetta che girava fra palazzine, parrucchiere…una sala mensa immensa comprensiva di mc donald’s!

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Uno sportivo ancora più figo dal vivo che in tv? Andreas Thorkildsen (é proprio un peccato non conoscere ‘sti sport – ndr – ‘sticazzi – altra ndr)

 

 

 

Perché pensi la marcia non sia uno sport così sentito/praticato come il calcio? Gli atleti sono più intelligenti dei calciatori.

Caso Schwazer: le tue reazioni. Nel 2012 ha sbagliato, è stato condannato e ha pagato (parlo della giustizia sportiva, quella civile deve ancora fare il suo corso). Nel 2015, dopo aver affermato che la marcia l’aveva distrutto e non ne voleva più sapere di allenamenti estenuanti, è tornato affiancato dal paladino italiano dell’antidoping, Sig. Donati, con un progetto di redenzione che è naufragato a poche settimane dalle Olimpiadi di Rio. Io non credo alle teorie del complotto sbandierate ai quattro venti da Donati. Credo invece che chi doveva proteggerlo e mantenerlo sulla retta via, Donati, l’ha buttato nell’arena mediatica in pasto ai leoni. Abbiamo perso un ottimo atleta, ma soprattutto, abbiamo perso un uomo.

Cosa ti ha dato e cosa ti ha tolto la marcia? Mi ha tolto tempo (e denaro) ma mi ha fatto vivere molteplici emozioni, belle e brutte, visitare luoghi che altrimenti mai avrei visto, conoscere persone di culture diverse, mi ha insegnato a mettermi in gioco sempre, a fissarmi degli obiettivi e avere dei sogni da realizzare,  mi ha insegnato a perdere e a superare le delusioni.

Vedi ancora la marcia nel tuo futuro? Per un po’ sì…la pratico ancora, innanzitutto. Sono appena stata nominata commissario tecnico della federazione nazionale di marcia e sto seguendo mia sorella come coach.

Un saluto a chi ti ha seguito e ti seguirà sempre?

VENI VIDI VICI.

 

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