AUTOSTRADA: compagni di coda

 

Se anche tu sei un fortunatissimo pendolare giornaliero abituato a colonne lunghe come la muraglia cinese, io ti comprendo.

Tecnicamente il pendolare si avvale di un sistema di trasporto pubblico, quindi tu che ti sposti in macchina non puoi essere nemmeno classificato come pendolare… sei più come una raccomandata A/R: parti, timbri un po’ di volte e poi torna indietro un pezzo di te. Il più delle volte i coglioni, che nel frattempo col passare delle ore sono diventati immensi.

Il pendolare giornaliero può essere nostrano o frontaliero. Il nostrano può essere DOC (Donatore di Osanne Celestiali)  o IGP (Istigatore Gratuito di Porki – con la K perché su Whatsapp fa più figo). Il frontaliero invece è solo DOP (Dotato Oggettivamente di Pazienza)

Oggi analizzeremo il fenomeno delle code in autostrada che colpiscono entrambe le specie pressoché quotidianamente (il frontaliero maggiormente colpito al venerdì sera). I motivi classici di una coda possono essere “incidenti”, “lavori in corso” o “mah”. Sì esatto, MAH. Questa causa è molto diffusa e ancora oggi, inspiegabile.

Ma osserviamo più da vicino i diversi protagonisti di file interminabili e  macchine spente: bestemmiatori folli, campioni settimanali di pisciate da guardrail, esperti di tutorial di “make-up in the car”, lettori di enciclopedie. Gente che si è laureata dall’inizio della coda alla ripartenza. Perché dura talmente tanto a volte, che sembra di invecchiare nel frattempo: ho visto giovani fanciulli con volti puliti all’altezza di Rivera (Svizzera)  diventare come Tom Hanks in Cast Away  (pieni di rughe, barba incolta e che parlano col volante Wilson) all’uscita di Melide (distanza 23 km circa).

Poi ci sono gli Arresi Attrezzati: loro sono lungimiranti, perché sapendo a cosa vanno incontro si attrezzano per questi lassi di tempo ignoti: riempiono l’auto di libri da leggere, parole crociate, ricette da scegliere per il Natale (anche nel mese di Marzo, perché non si sa mai quanto possa durare il viaggio), testamento da cominciare,..insomma, sono le formiche delle code autostradali.

Ma come esistono le formiche, ci sono anche le fancazziste (e un po’ ottuse) cicale che allo stop forzato dai fanali rossi davanti a loro, frenano, roteano la testa dai 90 ai 180 gradi, alzano le pupille al cielo e cominciano a cantare: madonne e cantici delle creature. Cicale ottuse perché lo sanno che ci saranno code, ma incuranti o dalla memoria corta, se ne infischiano e ogni volta cantano, cantano e cantano.

La razza più in alto nella scala d’importanza secondo la teoria del consumismo sono i Salvatori del Mondo, i Manager, quelli che in ufficio non li trovi mai perché sono sempre impegnati in riunioni, sono all’estero o hanno la linea occupata. Li riconosci subito in autostrada: macchina talmente grossa (ovviamente aziendale) che fa ombra alla tua Panda e talmente pulita che pure i moscerini si vergognano a suicidarsi contro le loro targhe. Ovviamente tutti sempre con occhiali da sole scurissimi, a qualsiasi ora e con qualsiasi condizione atmosferica e con orologio grosso quanto una rotula e luccicante quanto una vetrina di Swarovski. Loro sono imperturbabili, non fanno una piega, come le loro camicie appese dietro.

Elementi più vivaci sono i viaggiatori delle ferie, quelli che per forza di cose si sono ritrovati a quell’ora in quel punto perché stanno partendo per le vacanze, quindi nell’ordine si assiste al seguente spettacolo: portapacchi straripante fermato con elastici improvvisati, moglie/donna/stracciapalle sul sedile del passeggero con piedi nudi sul cruscotto che parla o nel peggiore dei casi canta, bambini saltellanti sui sedili dietro e autista/padre/santo con le mani inchiodate al volante e nastro adesivo sulle labbra per non sacramentare contro i teneri bambini che ogni nanosecondo domandano “quando siamo arrivati?” (in questo italiano tra l’altro).

Non esiste modo di evitare le code. Chiaro, a meno che tu non abbia un Jet privato, ma anche in quel caso, per 50 km risulterebbe scomodo.

Sii un bravo compagno di coda: non spiare il pisciatore, non insultare la cicala e se proprio non sai cosa fare perché il cellulare non prende e tu ti senti fuori dal mondo per 60 minuti non connesso a Facebook, fatti prestare un libro da un ArresoAttrezzat.

Il mio consiglio è evitare il Manager, che tanto se provi a bussargli al finestrino.. è in riunione.

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