Da Federica a Federico – Paralimpiadi Rio 2016

Arrivo da una giornata emotivamente complicata. Quindi perdonatemi se sarò politicamente scorretta a tratti e incazzosa a sprazzi.

Sono cominciate le paralimpiadi: da poco, é vero, ma ancora non ho visto nessuno postare una medaglia azzurra sulla propria bacheca facebook. Tutti a idolatrare la Federica, ma nessuno ad applaudire il Federico. Eddai gente, non fatemi inviperire pure ‘sto sabato coi capelli nuovi.

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Il Federico di cui sto parlando di cognome fa Morlacchi, ed é di Luino. Io, si sa, ho un debole per i nuotatori, se poi dedica la medaglia d’argento appena vinta alla nonna e al “club della scopa”, rasenta il mio concetto di Idolo. A Londra si aggiudicò 3 bronzi, ça va sans dire.

Come scrive la mia carissima amica Vera:

Speriamo solo che terminate queste paraolimpiadi dove siamo tutti incredibilmente disability friendly non torniamo ad essere i soliti mediocri e stronzi indifference friendly…

Perché il rischio c’è. Come il rischio che si considerino solo atleti di serie B. B come bollino di POVERINIMAMMAMIACHESFORTUNAESSERECOSì che gli affibbiano diverse persone.

Coi paralimpici non fate i paraculo.

E per sembrare così apparentemente incazzosa vi confermo che non ho disabilità – tralasciando un infido latente ma al momento dormiente Morbo di Still che crea disabilità nell’espressione facciale di chi mi chiede “e si muore?” -… e con la mia innata classe “come tutti, tranquillo”.

Ma sono sempre e comunque una che considera il prossimo innanzitutto come PERSONA. E questo mio pensiero, ve lo assicuro, aiuta anche nel lavoro e nella vita di coppia ad esempio. Il capo vi mette soggezione? Non è diverso da voi quando ha un virus intestinale e corre al cesso. Scrivete parole d’amore lunghe papiri e ricevete due V azzurre? Chi non risponde non é diverso da voi, probabilmente lui ha soltanto un lavoro più impegnativo, tipo uccidere gli alieni cattivi con Will Smith. Peccato che il messaggio WhatsApp non lo spedite al principe di Bel-Air, neh?

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Ho ascoltato poi l’intervista a Giulia Ghiretti, altra nuotatrice – divenuta disabile per lo scoppio di una vertebra durante lo sport che praticava prima, il trampolino. Che scherzo del destino, vero? Dall’aria all’acqua passando dal fuoco di uno scoppio. E quando il giornalista le domanda: “Non ti ha fermato la tua disabilità?” Lei pacatamente, come se le avessero chiesto se preferisce la stracciatella o il cioccolato… -la vita non si ferma, è un continuo. In acqua siamo tutti uguali, galleggiamo e nuotiamo-

Devo commentare la portabandiera Martina Caironi? Record mondiale dei 100 mt piani, sarebbe sufficiente questo per me. Ho dovuto, mio malgrado, assistere visivamente a commenti del tipo “eh ma la protesi come quella di Pistorius aiuta ad essere più veloce”. Un pistola proprio. Martina riesce a correre come un fulmine con 1 gamba e certa gente scrive con un neurone.

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Spero nei prossimi giorni di vedere bacheche pienie di Martine, Giulie, Federichi.

E spero nella vita di tutti i giorni di combattere insieme a tanti affinchè le varie barriere architettoniche e mentali vengano abbattute.

Le mentali sono le più difficili. Non abbattiamoci, abbattiamole.

 

 

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4 risposte a "Da Federica a Federico – Paralimpiadi Rio 2016"

      1. Solo il tempo può farlo…quando non vi saranno più, perché in certi posti ci mettono sempre persone poco sensibili.
        Noi combattiamo ogni giorno, sono del 47 ..troppe cose da affrontare, ogni giorno aumentano stando sempre peggio.
        In certi giri…ammesso che conti qualcosa,non si entra.

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  1. Sai quante orticarie mi sono beccate…quelle vere,per cambiare queste menti piene di arroganza ed egoismi….per mille motivi, e quando ti ritrovi sola a combattere stai certa che minimo ti becchi una di quelle orticarie che non ti scordi neho presa più di una…e ancora sono a zona rischio. Sono della “bilancia”ti ho detto tutto 🙂

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