L’Alveare, che mangiare!

Si dice “il cibo”, non “il mangiare, lo so. Ma dovevo far la rima e con “cibo” non suonava. Ammetto di essere entrata nel vortice della stagionalità, bio, green, eco, plastic free, rompicoglioni free da un po’ di tempo ormai e nonostante abbia ancora diverse difficoltà con l’ultima razza, col cibo sto una favola. Favola nel senso che continuo a credere che mangio talmente bene, che il grasso non si depositi sui fianchi, ma che di fronte a tanta bontà, si vergogni e vada sul culo di qualcun’altra.

Cliccando in rete, per caso, cercando idee green e patate red, ho trovato lalvearechedicesì: in soldoni una rete di produttori locali con prodotti spaziali.

Per comodità di località, il mio alveare è quello del lago, che fa molto romantico. A Bodio Lomnago, che come nome fa un po’ meno romantico.

Tu fai la spesa online e al giorno del ritiro, all’orario prestabilito, ti rechi a ritirare il tuo cestino, la tua cassetta, le tue prelibatezze.

E i produttori son lì eh, cioè, tu puoi conoscere Tullio della Fattoria di Tullio, per poi scoprire che non si chiama Tullio (ma Roberto), ma tu continui a chiamarlo Tullio, perchè la Fattoria è di Tullio.

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E se Evans ha il Robert Redford che sussurrava ai cavalli, l’Alveare ha il Fabio del Casale Roccolo che canta alle capre. Per quello sono sempre così sorridenti nelle foto, perchè sono felici. E se sono felici, lo Zincarlin viene più buono.

 

Ogni Alveare ha il suo gestore, a Bodio c’è la Normix, Norma all’anagrafe. Normix perchè dopo Asterix e Obelix che da coraggiosi gallici si opponevano all’invasione romana, lei ama i polli e si oppone al consumo di massa, agli allevamenti intensivi, al non km0. E alle distribuzioni documenta tutto, con foto, video, selfies. Una gestora social. Pure assai piacente. Con 58 gradi all’ombra lei è sempre perfetta (foto di ieri, con tasso di umidità al 98% – gradi centigradi 37, percepiti 451).

WhatsApp Image 2019-07-26 at 09.38.31Ed è anche creativa; mi permetto di lodarla in quanto mi ha aiutato più che attivamente con la realizzazione di bomboniere per il battesimo della Borly. Non amando i soprammobili da spolverare che mi mandano in crisi se buttarli nell’indifferenziata o nell’inutile, con lei abbiamo optato per un cestino di prodotti dell’alveare e tutti gli amici della borly ne sono stati felici. Con un sacco di swiffer risparmiati tra l’altro.

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Alle distribuzioni sgami subito i produttori di ortaggi, frutta e verdame vario. Sono abbronzati e fisicati. E consci del loro fascino di braccianti sexyandtheyknowit, ti danno pure della vecchia: sì caro Cristiano de La Ca’ dei Matt, sto parlando proprio di te. Che non fosse per le tue meravigliose percocche e per il divino cavolo nero, manco ti saluterei. Ieri mi hai pure dato della forzuta. Vecchia e forzuta. La Trinciabue di “Matilda sei mitica” praticamente.

Fortuna che ci sono anche meravigliose donzelle che con i loro sorrisi e i mille consigli ti fanno innamorare del puzzone (che non è il vicino in autobus con l’ascellamagique) e della bomba (che non è il sapone miracoloso per il vicino di prima) – grazie Ericka del Casale d’Arcisà (CK perchè ho un dubbio sulle tue consonanti). Grazie anche alla Patty della Cascina Rosetta, una delle poche ragazze che pure se magra e tonica, ti sta simpatica a pelle. Perche se il metabolismo figo ha scelto lei e non te, non puoi fargliene una colpa. Se poi ti guarda con quei mirtilli tra le mani, le perdoni anche il fatto di avere delle gambe lunghissime e scolpite. Mica come le tue colpite a lividi di Borly scalciante.

Son tantissimi i produttori e ancor di più la roba buona che si può comprar da loro. Quando le mie conoscenze un po’ snob mi chiedono “ma costa di più che al supermercato?”, chiaro che la risposta è sì. Meno chiaro ai più è ciò che ci sta dietro. Dietro ci sta il fatto che a novembre non hai le fragole. Che se il clima impazzisce i finocchi che volevi sono distrutti, non li hai lo stesso perchè tanto arrivano dalla Polonia. Che le pesche profumano di pesche e non sanno di frigorifero corsia 8. Che le galline razzolano libere in ettari di prato, non defecano una sull’altra nei capannoni.

Vorrei provaste almeno una volta a comprar all’Alveare. Poi se vi trovate male, vi autorizzo ad insultarmi (l’insulto “vecchia” non vale perchè già utilizzato).

Se però vi trovate benissimo, gradirei un AVEVI RAGIONE (che mi fa sempre gongolare come una VECCHIA saggia).

Così se non “ve l’avevo detto”, potrò dirvi:

 

ve l’avevo scritto.

 

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