start&stop

A voi che pensate abbia scelto un titolo fygo internescional. State toppando: è soltanto l’allarme apparso in due nanosecondi sul quadro dei comandi prima che la mia brum brum si fermasse. Alle 5.45 del mattino. Oggi che ero in orario per andare in piscina. No, non in quella del Cris dell’articolo precedente e no, nemmeno di frodo in una della zona. In Ischwizzera, che hanno già aperto. Avevo pure esagerato prenotandomi sull’app. Niente, il destino è contro di me e contro i chili depositati sul mio ventre. Vuole che restino lì, per tenermi più salda a terra quando mi immagino al mare.

Cresciuta a pane e MacGyver e focacce e A-Team, apro il cilindro sconosciuto nell’angolo del baule col triangolo, sperando che stappandolo si apra come una tenda della Quechua. No. Apro tutte le asticelle a caso, indosso il gilet fluo, prendo la borsa pranzo con dentro la parmigiana e cammino con fare disinvolto ai lati della carreggiata per posizionarlo. Per star su sta su, ma per sicurezza, ci metto dietro la borsa con la parmigiana, così col peso lo tiene saldo e intanto si scalda anche un pochino, visto che sarà la mia colazione.

Detto ciò, armata di santa pazienza, torno in auto sperando che gli scurbatt non fiutino la parmigiana e chiamo il call center per richiedere traino. Call center perchè avere una macchina a noleggio è comodissimo, fanno tutto gli altri. Di tuo chiedono solo i soldi e parolacce.

Digito il numero verde. Nero dovrebbero chiamarlo, perchè 98 volte su 100 ti incazzi subito. Le restanti 2 cade la linea e ti incazzi un po’ dopo. Digito 4 perchè ho un guasto, digito 2 perchè non sono ferma in autostrada, poi digito 1 perchè vorrei richiedere un intervento, digito 3 perchè vorrei parlar con un operatore; alla fine mi pigio in mezzo alla fronte per cercare il chakra dell’Om e mi risponde si un Homme, che mi fa “ha bisogno di un intervento?”

No, macchè, ho digitato i numeri a caso perchè nei film quando digitano i numeri a caso, si aprono cassaforti piene di soldi, qua invece mi si è aperta solo la bocca per insultarla.

-Sì, grazie, può mandarmi un carroattrezzi? (con citazione intestatario e targa auto)-

“Eh ma questa auto è intestata al cointestatario del mutuo (per la privacy)” -Esatto,ma la uso anche io, congiunta e cointestataria del mutuo del cointestatario di mutuo.

E so guidare anche io, glielo assicuro, se le serve il suo codice fiscale o sapere il suo gusto di gelato preferito, glieli fornisco.

“Signora mi dovrebbe dare gentilmente la via”

-Gentilmente gliela darei, ma sono in mezzo ad una statale, zona Gazzada, dove c’è l’Istituto Keynes-

“Mi servirebbe una via, altrimenti non posso inserire la richiesta”

Bene, quindi l’adesivo appiccicato da voi sull’auto con su GEOLOCALIZZAZIONEGPSARCAZZO è una bufala e io in mezzo ad una statale vi devo cercare la via. Cioè, siamo osservati dai droni e dai terrapiattisti (praticamente tipo formiche su un foglio), ma io devo cercare una via su google mentre sono al telefono con chi mi deve aiutare.

-Via ZZone circa-

“Se l’auto è in garanzia dovrei sentire la casa madre, ma ora sono ancora chiusi, quindi le chiamo il carroattrezzi direttamente, tra 30 minuti massimo è lì”

-Gentilissimo-

Passano 20 minuti e si ferma un carroattrezzi. Scende un giovanotto, più 8 che giovine e.. “sono Massimo, ti serve aiuto?” -ma Massimo dei 30 minuti?- “Massimo di Luca”.

Ok, è una candid camera, adesso sbuca qualcuno dal fossato e mi dà in mano un assegno.

Appurato che non è il mio carroattrezzi, ma uno di passaggio, risalgo in auto e attendo, osservando i comportamenti dei driver. Così ti chiamano negli sms dell’assistenza. Gentile driver. Beh, non tutti sono gentili al sopraggiungere. Alcuni educati rallentano o quantomeno si spostano leggermente sulla sinistra. Altri sfrecciano talmente forte che per un attimo hai la sensazione di stare a Ondaland. E meno male che la parmigiana è sull’asfalto e non nel tuo stomaco, altrimenti ondulerebbe con te. Oscillazioni che si sostituiscono alle onde della piscina. Bel baratto del cazzo.

Un ciclista indubbiamente coraggioso (se il mio trippame ondeggia chiusa in auto, chissà lui che folate all’aperto) si ferma e mi chiede se è tutto a posto o se ho bisogno di chiamare qualcuno. Son lì lì per commuovermi per questo gesto di gentilezza e per la sua bellitudine, poi però vengo accecata dal poliestere bianco perla della sua tutina aderente che riflette la luce solare contro il triangolo. Roba che potrebbe servire ai naufraghi della Blasi per accendere il fuoco.

-No grazie, già chiamato. Gentilissimo-

Arriva carroattrezzi. E se qualche mamma alla lettura sta pensando a Cricchetto di Cars. Ebbene, non Cricchetto ma più Crocchetta: un giovanotto simpatico e patatoso, la cui prima domanda all’abbassare il finestrino è: “Si fa venire a prendere?”

-Ehm, nel senso che mi molla qui con la parmigiana e si porta via solo l’auto?-

“Ha una parmigiana?”

Dovevo approfittare della gentilezza dell’omettotutinalurex.

Recupero il triangolo, che ovviamente non so richiudere e lancio paroparo nel bagagliaio, recupero la parmigiana e salto su con nuovo amico potatoe e mi faccio venire a prendere in officina dal cointestatario del mutuo che mi dice aveva visto qualche spia strana qualche giorno fa, ma non ci aveva dato peso. Pensando magari ad un problema di elettronica.

-E NON MI HAI DETTO NIENTE?-

“pensavo fosse un sensore”

Un sentore doveva arrivarti. Di stallatico pestato.

Mortacci tua.

Fortuna che ho la parmigiana a rincuorarmi.

Buongiornissimo anche a voi.

Un pensiero riguardo “start&stop

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